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WEEKRENT è un’iniziativa del Comune di Milano nata per coinvolgere diversi e vari stakeholder dell'abitare sociale per riflettere, confrontarsi ed elaborare soluzioni comuni.

La premessa è che il sistema di "quasi monopolio" che ha contraddistinto l'impianto delle politiche abitative pubbliche per decenni, è stato in questi anni superato. E questo è un bene: dopo aver garantito una risposta rapida in un regime semplificato all'interno del quale si muovevano lo Stato, i Comuni e gli IACP, il confronto è partito con un contesto popolato di attori e interessi diversi, adottando strumenti e misure differenti dal passato, moltiplicando quindi la possibilità di azione e le prospettive di intervento. Aprendosi il sistema, si sono create le condizioni per scenari più ricchi e stimolanti, in cui c'è spazio anche per gli operatori privati e del privato sociale, diversamente mobilitati nel tentativo di rispondere al tema dei bisogni abitativi, con nuove energie e soluzioni innovative. In questo positivo processo di trasformazione, rimangono alcuni nodi da sciogliere, in uno schema che chiede una più coraggiosa disciplina e strutturazione. Il superamento del “monopolio pubblico” introduce alcune questioni: che fine fa l'ERP, l'edilizia residenziale pubblica, dentro l'ERS, l'edilizia residenziale sociale? In altri termini, ha ancora senso, e quale, il pubblico all'interno di questo terreno in fermento? La risposta è netta, ed è "si".

L'edilizia residenziale sociale è infatti un servizio solo e soltanto se è in affitto. Il campo va quindi liberato da un equivoco: la proprietà convenzionata non è un servizio. È operazione meritevole ed importante, ma le agevolazioni, gli aiuti e gli incentivi pubblici destinati all'ERS non possono rivolgersi (in particolare dentro un quadro di risorse limitate) anche alla proprietà, pur convenzionata. La necessità principale oggi nelle città e nelle aree metropolitane è più affitto e non solo quantitativamente, ma anche qualitativamente.

La locazione pubblica, vissuta come una "proprietà di fatto”, non ha contribuito a dare dinamismo al mercato, che è diventato, anche in ragione dell'aumento della proprietà, un mercato immobile di immobili. E questa rigidità è divenuta carattere anche sociale, determinando una società rigida, resistente e paralizzata. Avere più affitto significa incontrare le nuove domande abitative, dinamiche, mobili, temporanee e progressive (inizialmente deboli), strutturando un'offerta capace di rispondervi efficacemente.

La domanda di locazione ha inoltre carattere fortemente (esclusivamente) urbano: nasce solo in contesti attrattivi e ad alta densità abitativa. Non esiste questa domanda oltre la cintura delle grandi città, al di fuori dei centri urbani e dei capoluoghi. Questo porta l'amministrazione a dire che anche le risorse, che siano comunitarie, statali o regionali, devono essere orientale di conseguenza verso le grandi città, evitando una dispersione delle risorse stesse (peraltro sempre più contenute). La nuova domanda di casa propone fondamentalmente istanze di natura temporanea, visto che parliamo soprattutto di giovani, migranti, studenti, persone che si spostano per lavori sempre più spesso transitori.

Il futuro della questione abitativa sta qui: identificare l’affitto come linea da sostenere, ed essere in questo coraggiosi e radicali. L'amministrazione comunale intende farlo insieme, Pubblico e privato, per generare interesse pubblico in senso lato.

WEEKRENT vuole essere un laboratorio "rampa di lancio". Un’iniziativa, un momento, un movimento, un raduno, che dica a gran forza “più affitto”, ragionando su come farlo, da prospettive e ruoli diversi.